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Samoggia
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Il torrente mwdwSamoggia (mweala mweqSamûż in mwegdialetto localecite-ref-1[1]) è un corso d'acqua del Bolognese, il maggiore affluente di sinistra del fiume Reno. Conosciuto anticamente come mwfwSamodia, probabilmente trae il suo nome dal latino "mwgasemis modium", cioè piccolo moggio. A mwgqBazzano, cittadina che attraversa, è chiamato "mwggLa Gèra" (in italiano "La Ghiaia").
Contents
• Note
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Regime delle acque
Lungo circa 60 km e con un bacino di 364 km², il Samoggia è a regime fortemente torrentizio: la sua portata media alla confluenza nel Reno è di 5mwhg m³/s, le portate minime sono nell'ordine di 0,5mwhw m³/s nel periodo estivo (con minimi assoluti di 0,1mwia m³/s), il modulo medio primaverile è circa il triplo di quello annuo, mentre le portate massime ordinarie superano i 100mwiq m³/s, ma possono superare largamente i 500mwig m³/s nelle piene centennali (a Calcara, ben prima di ricevere le acque del suo principale affluente, il torrente Lavino, è stata misurata una portata massima di 452mwiw m³/s), e in quel caso esonda nelle zone di pianura. Per limitare il problema, nel 2011, in località Le Budrie di mwjaSan Giovanni in Persiceto, sulla sinistra idrografica, è stata realizzata una cassa di espansione estesa per circa 105 ettari.
Corso e affluenti
Il Samoggia nasce dalle Tavole del Roffeno all'altezza di Santa Lucia, località di mwjwCastel d'Aiano, a circa 800 metri di altezza, con il nome di rio del Toso; dopo aver percorso un brevissimo tratto in territorio Modenese tocca la località Fondazza che gli dà il nome (rio Fondazza) e segna il confine tra il Bolognese e il Modenese fino alla località Ghiaia, dopo la quale è conosciuto come rio della Ghiaia, quindi entra nel territorio comunale di mwkaVergato.
Dopo aver alimentato il Mulino del Notaro, l'ultimo mulino ad acqua funzionante della valle, entra nell'ex territorio comunale di mwkgSavigno (ora mwkwValsamoggia) con il nome di torrente Samoggia. Poco dopo, presso la località Goccia-Cavara riceve il suo primo importante affluente, il rio dei Bignami, proveniente dal monte Acuto (presso mwlaZocca) che contribuisce ad aumentarne visibilmente l'ampiezza dell'alveo. Più avanti il Samoggia riceve, questa volta da destra, l'apporto del rio Maledetto che scorre in un suggestivo contesto ambientale, e poco oltre la loro confluenza, presso il ponte di Cà Mario, attraversa particolari strati rocciosi verticali.
Il Samoggia nel suo tratto pedemontano, come gran parte dei torrenti appenninici, presenta un ampio alveo pieno di materiale alluvionale percorso per la maggior parte dell’anno da un rivolo d’acqua largo pochi metri. Bagnate Savigno e Fagnano, entra a mwlgMonteveglio dove riceve il Ghiaia di Serravalle (chiamato anche Volgolo), il suo più importante affluente di sinistra, quindi scorre nel mwlwParco regionale dell'Abbazia di Monteveglio e, dopo che vi si è gettato il mwmaMarzatore da sinistra, prosegue per mwmqBazzano, il paese punto riferimento della vallata, dove è situato anche l'impianto di depurazione che tratta i residui fognari del paese stesso, di Monteveglio e di Castelletto, prima di riversarli nel torrente.
Superata la briglia conosciuta come "diga del Tarmone", percorre un tratto nel comune di mwmwCastelfranco Emilia (MO), quindi rientra nel Bolognese a Calcara dove attraversa il parco del Taglio, così chiamato per il "taglio" dell'ansa fluviale che fino al 1806 veniva formata dal torrente. Passata la mwnavia Emilia e la mwnqferrovia Milano-Bologna, il Samoggia si trova ormai in pianura e non trasporta che sabbia. In località Paltrone, nel comune di mwngAnzola dell'Emilia, sfociano nel Samoggia, mediante chiaviche regolatrici, il torrente Martignone e l’Emissario Acque Alte Marciapesce (dove vengono fatti confluire il rio di Crespellano, il rio Cassola e il rio Carpineta). Dopo aver segnato il confine dei territori comunali tra Anzola e mwnwSan Giovanni in Persiceto e poi quello tra San Giovanni e mwoaSala Bolognese, in località Forcelli il Samoggia riceve il suo principale affluente, il torrente mwoqLavino, che gli reca circa un terzo della portata d'acqua complessiva. Poco più a valle, presso la località Bagnetto di mwogCastello d'Argile, il Samoggia termina il suo corso nel fiume mwowReno.
Il bacino idrografico
Il bacino del Samoggia ha sempre rappresentato storicamente l'area di transizione fra il bolognese ed il modenese, un'area assai ricca di storia da ben oltre un millennio: a mwpgZappolino, sul torrente mwpwGhiaia di Serravalle (vedi questo toponimo), nel mwqa1325 si svolse la famosa battaglia fra bolognesi e modenesi con l'episodio della mwqqsecchia rapita; a Monteveglio esiste la celebre Abbazia di Santa Maria eretta nel XII secolo, ma di mwqgMonteveglio si narra fin dalla caduta dell'Impero Romano, quando nel VI secolo entrò a far parte dell'Esarcato di mwqwRavenna, prima di passare sotto il dominio di mwraMatilde di Canossa.
Oggi, il bacino idrografico è caratterizzato da un'intensa industrializzazione (non solo nel settore agricolo) ed urbanizzazione (la parte centrale e orientale è ricompresa nell'area metropolitana bolognese), ma nella fascia collinare, le valli dei tre maggiori corsi d'acqua (mwrgLavino, Samoggia e mwrwGhiaia di Serravalle) presentano rilevanti aspetti paesaggistici. La zona produce anche l'ormai celebre vino D.O.C.G. mwsaColli Bolognesi Classico Pignoletto, bianco frizzante dal gusto assai ricercato e particolare.
Note
Bibliografia
• Le valli del Samoggia e del Lavino, Edikroma
• Dal Panaro al Reno, Bromurodargento
• Lo stato dell'ambiente 1995, Comune di Crespellano
• Provincia, ottobre 1982
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Samoggia
Collegamenti esterni
• mwyafotografie del Samoggia, su piumazzo.com. URL consultato il 5 novembre 2006 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).